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Il nuovo Patchouly eau de parfum di Etro
è un autentico condensato di nomadismo contemporaneo.

Simbolo di una certa idea d’Oriente, che da secoli ricama i sogni degli esploratori lungo le rotte che dall’Europa portano verso la Cina, l’India del Sud, la Thailandia, il Madagascar e l’Indonesia, le terre dove ancora oggi si coltiva la pianta dalle straordinarie proprietà riequilibranti, il Patchouly di Etro è un autentico condensato di nomadismo contemporaneo. Ma a differenza del jus creato nel 1989 all’interno della prima, storica capsule di fragranze della Maison, l’ultima eau de parfum ha un accento meno secco e siderale, e dopo un esordio che evoca il vigore dei legni e degli agrumi, si arrotonda e acquisisce all’interno della trama olfattiva una consistenza di velluto: il sandalo, che esalta la luminosità bianca del patchouly, s’innesta sulle note dolci del balsamo Tolu, del labdano, dell’ambra e della fava tonka, il seme nero portatore di buona sorte, e sul finale sfuma su una scia di vaniglia. E ogni volta che si schiude il flacone sul quale il classico motivo Paisley traspare appena sotto la sinfonia dei verdi e dei rossi iridescenti, nell’aria e sulla pelle rimane come una traccia d’arcobaleno: magico riflesso in una pozzanghera in una giornata di felicità

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